02/set/2011

La fine

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Ebbene signori, io dopo tanti anni, chiudo.

E' la fine.

Perché non ho la costanza, e se ne avessi mai avuta, ora ne ho anche meno.

Mi trovate da altre parti.
E basta.

13/ago/2011

Priorità

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E' altresì sconcertante che all'improvviso si vengano a dimenticare le vere priorità del paese. Che così, ad un certo punto della loro storia, il povero Silvio e la sua allegra carovana, abbiano dovuto mettere da parte quelle che fino a ieri erano le vere priorità del paese necessarie per dare la svolta definitiva, e in meglio a questa povera Italia (ovvero le intercettazioni, la divisione delle carriere, i processi brevi o lunghi, il ponte sullo stretto...) per dedicarsi a questa futile manovrina, piovutagli tra capo e collo da un giorno all'altro senza il minimo preavviso. Visto che, come dicevano loro fino a poco tempo fa, non è vero che in Italia c'è crisi in quanto ogni famiglia possiede oramai almeno una lavatrice.




11/ago/2011

Parte di un ragionamento più grande #1

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Allora adesso bisognerebbe sperare che aumentino i consumi, sperare che l'anno prossimo il consumo di petrolio aumenti, anche se fino all'altro ieri bisognava risparmiare su tutto e consumare meno, perché invece, nom deve aumentare l'inquinamento. Anzi se lo riducessimo sarebbe meglio. Stiamo riciclando ormai (e finalmente) tutto o quasi per non inquinare. Mia madre stacca anche l'alluminio dal tetrapack, per dire, e invece adesso bisogna sperare anche in quello che fino a ieri era considerato sbagliato e condannato alla fine, purché qualcosa indichi che i consumi ripartano e che le cose tornino come prima. Per dare nuova linfa a questa finanza malata e per far si che questa strana economia riparta. Con buona pace dell'eco-sostenibilità. E poi siamo in mano a queste società: standard & poor's (poveri e omologati), moody's (lunatici) (che cacchio di nomi si son dati poi..) e fitch, che danno voti, influenzano il mercato e non si capisce da che pulpito. E che poi sono gli stessi che davano ottimi voti a Parmalat o Lehman Brothers. Qualcosa non va. Manca di coerenza.




04/ago/2011

Ricchi e Poveri

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Come non accorgersi che, di questi tempi, i ricchi pagano meno dei poveri? Meglio essere ricchi. Diventare ricchi scatena un turbinio di concatenazioni per le quali poi si diventa sempre più ricchi. Ma come diventare ricchi? Non si può, perchè l'ascensore sociale sta svanendo. I ricchi ci tengono a rimanere chiusi tra pochi intimi, in una sorta di casta, un pò come i politici. Quindi la prossima volta vedete di nascere figli di gente ricca, così potete diventare ricchi. Guai poi a parlare dei ricchi e dire che i ricchi sono una classe sociale, o ceto, perchè classe sociale fa tornare alla memoria lotte operaie, di classe appunto, da tenere accuratamente nascoste, di questi tempi, guai a dire che i ricchi sono privilegiati, dicevo, e che dovrebbero dare di più dei poveri, guai a dire che sarebbe giusto che chi si può permettere di vivere grazie a elevate rendite finanziarie, debba pagarci le tasse come chi vive di poveri stipendi in fabbrica o ufficio, perchè è sempre dietro l'angolo l'accusa di giustizialista, sovversivo, nemico del lavoro o di portatore di vecchi pensieri che non stanno più bene, fino all'accusa più grave: quella di comunista. E intanto la crisi l'hanno causata le banche e la paghiamo noi. Ma non si dice.